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    October 21

    +Ary+

          I giovani 

    Quanto al carattere, i giovani sono inclini ai desideri e pronti a fare tutto ciò a cui il desiderio li spinge. Fra i desideri di ordine fisico, cedono soprattutto all'attrazione amorosa e sono incapaci di tenerla a freno; ma sono volubili e facili alla noia in tutti i loro desideri e si accendono enormemente, e subito si raffreddano: ogni atto di volontà è in loro acuto ma breve, come la fame e la sete in chi è infermo; e sono passionali e impulsivi e inclini all'ira. E sono preda delle loro passioni, perchè per brama di protagonismo non sopportano d'essere poco considerati, ma fremono di rabbia se solo credono d'aver patito un'offesa. E bramano d'essere i primi, bramano anzi la vittoria (la giovinezza vuole supremazia, e la vittoria è una supremazia) e desiderano tutto questo ben più che la ricchezza (non desiderano la ricchezza perchè non ne hanno ancora provato il bisogno [...]); e hanno buon cuore, non cuore cattivo, almeno finchè non hanno assistito a innumerevoli cattiverie; e sanno fidarsi, almeno finchè non hanno subito innumerevoli inganni; e sanno sperare, perchè, come gli ubriachi, sono pieni di naturale ardore. E quasi sempre vivono nella speranza, perchè la speranza è del futuro, la memoria del passato, e agli occhi dei giovani il futuro è lungo, il passato è breve: all'alba della vita nulla si ricorda, ma tutto si spera. E per questo fino a prova contraria si lasciano ingannare (sono facili alla speranza), e sono pieni di coraggio (sono impulsivi e speranzosi, e l'impulsività fa sì che non si tema, la speranza fa sì che si osi, perchè nessuno ha paura quando è in preda all'ira, e la speranza d'un successo rende audaci); e sono pieni di pudore (perchè non credono che esista altro di bello, ma si attengono alle norme sociali in cui si sono formati), e sono pieni di grandezza d'animo (almeno finche non hanno subito le umiliazioni della vita, ma non conoscono costrizioni, e ritenersi degni di cose grandi è grandezza d'animo: così sente chi sa sperare). E preferiscono le belle azioni alle azioni utili, perchè vivono obbedendo al carattere più che al calcolo, e il calcolo tende a ciò che è utile, la virtù a ciò che è bello. E amano l'amicizia, e amano i loro amici più che in qualsiasi altra età, perchè godono della comunanza, e nulla giudicano in base all'utile, e perciò nemmeno gli amici. E tutti i loro errori sono errori per eccesso, errori per troppo impeto, e credono di sapere tutto, e si intestardiscono (questa è la causa dei loro perenni eccessi), e se compiono ingiustizie lo fanno per tracotanza, non per malvagità. E sono inclini alla compassione perchè fino a prova contraria stimano tutti nobili e grandi (perchè misurano il prossimo in base alla loro innocenza, sicchè credono che il loro prossimo soffra mali ingiustificati), e amano il riso, e perciò sono facili allo scherzo, perchè lo scherzo è un'educata tracotanza.